2016: nessun decreto flussi

 

Anche per il 2016 non è prevista l’emanazione di consistenti decreti flussi d’ingresso per cittadini extracomunitari come lavoratori subordinati. Probabilmente il decreto flussi per il 2016 ricalcherà quello del 2015.

E’ palese che le autorità non se la sentono di emanare decreti flussi consistenti in presenza di una alta percentuale di disoccupati, sia italiani che stranieri già presenti in Italia.

Anche se già adesso entra comunque, irregolarmente ma palesemente, un consistente numero di “migranti economici” frammisti alle persone che sfuggono da zone di guerra come i Siriani e gli Iracheni. Migranti ufficialmente inutilizzabili anche da potenziali datori di lavoro per la precarietà del loro status. L’emanazione di un decreto flussi potrebbe certamente dissuadere un consistente numero di “migranti economici” ad evitare il rischiosissimo approdo sulle coste siciliane o il tortuoso e lunghissimo percorso balcanico. Ma fino a quando non decolleranno gli “hotspot”, necessari per distinguere i migranti economici da coloro che effettivamente sfuggono da guerre e persecuzioni etnico-religiose, le autorità non hanno nessuna intenzione di emanare decreti flussi temendo il rischio di raddoppiare le entrate. Questo a causa del mancato contenimento del numero dei migranti economici, non incentivati a seguire iter regolari di immigrazione fintanto che il flusso irregolare/palese non viene in qualche modo bloccato per loro.

La situazione di blocco delle vie legali per l’immigrazione di massa rischia a lungo termine di avere riflessi negativi per la nostra economia, in una delicatissima fase di tentativo di uscire dalla più lunga crisi economica del dopoguerra. Infatti, nonostante l’alta disoccupazione, vi sono comunque una serie di lavori non coperti dagli Italiani e dagli Stranieri già presenti sul territorio, la loro copertura permetterebbe, paradossalmente, un incremento della ripresa economica, con nascita di nuovi posti di lavoro anche per disoccupati. Si tratta di un particolare effetto della immigrazione di massa : l’iniziale incremento di nicchie di economia informale in grado di aiutare lo sviluppo dell’economia complessiva. Da non confondersi né con la criminalità, né con l’abusivismo e la contraffazione che creano gravi danni alla nostra economia.

Per ovviare alla persistenza assenza di flussi regolari d’entrata ed alla accertata presenza di immigrati prima regolari che non sono riusciti a rinnovare il permesso di soggiorno e, sicuramente di decine di migliaia di persone in posizione irregolare o clandestina in Italia, non resta che l’emanazione di una “sanatoria”, francamente inevitabile a questo punto.

Giovanni Papperini